Blog — 17 Agosto 2009

Il giorno 11 agosto è stato ritrovato nei dintorni di Grozny il cadavere barbaramente seviziato e finito a colpi di pistola di Zarema Sadulayeva e di suo marito. Zarema, oltre che mia amica, era la presidente dell’associazione “Salviamo la generazione” che con l’associazione Mondo in cammino sta conducendo la campagna “Generazione senza mine” a favore delle bambine e dei bambini vittime di mine, disseminate sul territorio ceceno quali tristi eredità dei due recenti conflitti. Avevo sentito Zarema due giorni prima della sua uccisione ed era contenta perchè il nostro progetto di accoglienza rivolto a questi minori, e previsto per il 31 agosto prossimo, stava procedendo bene. Ora la situazione si è complicata ed è una dura lotta contro il tempo nel tentativo di realizzare il progetto come previsto. Zarema era un’attivista umanitaria e lo scopo comune era quello di rivolgerci alle fasce più disagiate di bambine/i, non solo per dare loro prospettive per un futuro migliore, ma anche per sottrarli al richiamo di una guerriglia che, insieme alla politica di disinformazione ed anche a mandanti “istituzionali”, sta facendo sempre più vittime innocenti. In Cecenia non è solo rischioso dire la verità, ma anche il contrapporre la prospettiva di una rinascita civile (il confronto, la speranza, la conoscenza di altri mondi) alla “normalizzazione” governativa. Solo per questo Zarema è stata ammazzata. Con la sua uccisione c’è anche il tentativo di intimorire l’azione di Mondo in cammino, una delle poche associazioni internazionali che lavorano direttamente in Cecenia. Ma, con l’amico Shakhman, coordinatore di Memorial Grozny, abbiamo deciso di andare avanti in onore della stessa Zarema e di suo marito, convinti che il silenzio è la peggior sconfitta e che il disimpegno è la vittoria degli assassini e dei loro mandanti.
L’associazione “Salviamo la generazione” sta ora vivendo un periodo difficilissimo. Alcuni volontari sono stati ritirati dal loro impegno dalla rispettive famiglie: per paura. Molti si chiedono: chi sarà il prossimo? C’è sempre un senso di inquietudine quando parliamo fra di noi. Quelli rimasti, come Elisa, lavorano con difficoltà logistiche (sono, loro stessi, volontari vittime di mina, convinti, però, che l’impegno non riconosce handicap). AIUTIAMOLI. Inviate una mail di sostegno e solidarietà all’associazione “Salviamo la generazione” all’indirizzo: info@mondoincammino.org .Ogni vostra parola verrà tradotta e verrà realizzato un piccolo “quaderno della solidarietà” che mi premurerò di consegnare personalmente ai primi di novembre quando mi recherò a Grozny. BASTA QUESTO PICCOLO GESTO PER CERCARE DI NON FAR PERDERE AI VOLONTARI DELL’ASSOCIAZIONE DI GROZNY QUELLA SPERANZA CHE DIA LA POSSIBILITA’ DI REAGIRE E SOPRAVVIVERE NEL MATTATOIO CAUCASICO.
Mondo in cammino è anche intenzionata a consegnare a “Spasjom pokoljenie” (“Salviamo la generazione”) un aiuto economico per continuare l’attività a favore delle giovani vittime dei due conflitti russo/ceceni e a favore dei bambini che, in conseguenza di ciò, sono rimasti orfani . Per chi volesse contribuire queste le coordinate: Banca Popolare Etica, Via San Pio, 15 bis, 10100 Torino – Codice IBAN: IT 44 W 05018 01000 000000512770 Causale “Salviamo la generazione”.
Ricordate che si può sostenere anche acquistando il “Vino di pace” (vedi: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=593.0)
Infine non facciamo passare sotto silenzio l’anniversario della morte della Politkovskaya il 7 ottobre: per Anna, per Nastia, per Natascia, per Rayana (il vezzeggiativo con cui chiamavamo Zarema). Mondo in cammino, fra le varie azioni, si sta attivando a rendere pubbliche le storie di diversi attivisti umanitari e per i diritti civili della realtà della Cecenia e del Nord Caucaso attraverso un libro a cui sta lavorando lo scrittore/fotoreporter Carlo Spera.
Tutti coloro che possono si attivino per moltiplicare le azioni e perchè l’azione del Parlamento Europeo esca dalle condoglianze di rito, perchè la Cecenia e il Nord Caucaso stanno diventando il pezzo più dimenticato di questa nostra comune Europa.
Diffondete il più possibile queste notizie: cercate condivisione e sostegno (pensate alle scuole affinchè possano partecipare al “quaderno della solidarietà”). Sostenete “Spasjom pokolenje”. Quello che per noi può essere poco per loro può essere molto. Non mandiamo in ferie il nostro cuore e il nostro cervello! Grazie!
massimo bonfatti
presidente di Mondo in cammino.
www.mondoincammino.org
www.progettokavkas.it

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