Blog — 21 marzo 2015

Mi dissocio da quanto avviene in questo mondo agli sgoccioli
Non nel mio nome i morti delle tante guerre volute e gestite dagli uomini
Non nel mio nome le vittime di infiniti soprusi politici economici sociali etici
Non nel mio nome la violenza la sopraffazione l’ingiustizia imperanti
Mi dissocio dall’UMANITÀ e rilancio la nascita di un nuovo nome
da cui ripartire per la costruzione di un’era nuova
Ripartiamo con l’UMAFEMINITÀ
Nadia Cavalera

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È convinzione comune che il linguaggio ha una funzione politica e che tra il suo uso e la disparità sociale di potere esiste uno stretto legame, che contribuisce alla dominazione di alcune persone su altre. Innanzitutto di un genere su un altro.
È stato acclarato infatti sin dagli anni Sessanta che il linguaggio in tutto il mondo è sessista, discrimina cioè la donna rispetto all’uomo.
In quest’ottica (al di là di tutti gli interventi auspicati dalla lotta al sessismo linguistico) la parola “umanità” (stigmatizzata nella sua origine etimologica dai due racconti della creazione, presenti nella Genesi), assurge a simbolo sessista per eccellenza. Dall’abolizione del quale si deve partire se si vuole avviare una rivoluzione pacifica, e ormai inderogabile.
Stanti queste premesse, “umafeminità” non è solo la proposta di un neologismo con cui sostituire “umanità”, ma soprattutto l’indicazione di un progetto linguistico-etico, che schierandosi contro il sessismo linguistico, mira alla ricomposizione dell’atavico conflitto tra i generi e rilancia, nel totale reciproco rispetto e col ricorso ai temi pacifisti femminili, il sogno della giusta complementarità. Indispensabile oggi per la stessa sopravvivenza della nostra specie.

Il progetto ha preso il via con l’invito all’adesione, riportato in esergo, ad opera di Nadia Cavalera, nei riguardi di poet* di sua conoscenza.
Primo momento, la realizzazione di un’antologia:
UMAFEMINITA’. Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica
a cura di Nadia Cavalera
(Joker editore, Novi Ligure 2014) € 13
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Secondo momento: la presentazione ovunque sia stato possibile (Parma, Genova, Mantova, Castellammare di Stabia, Modena, Polignano a mare, Bologna, Roma, Cassino, Reggio Emilia, Firenze, Brindisi, Galatone)
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Terzo momento: la traduzione in inglese dell’introduzione dell’antologia (a cura di Ben Bazalgette), quale avvio di un’identica esperienza in un’altra nazione dove si usi il termine “umanità”

 

 

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