Bio Cronologia — 11 novembre 2012
1980

  • Il 18 luglio nasce il terzo figlio, D.
  • Visita la prima sezione “Aperto” per giovani artisti, a cura di Achille Bonito Oliva, alla Biennale di Venezia (appuntamento che in seguito mancherà raramente).
  • Nel dicembre realizza, con lo pseudonimo di Pia de’ Tolomei, “Sospensioni”, quadro verbo-visivo
1981

  • Realizza con la sua classe (1^F) la storia illustrata “Un sogno” (un gruppo di ragazzi in un viaggio nello spazio scoprono un mondo parallelo al nostro, ma ideale, senza ingiustizie, violenze e soprusi; sono tentati di rimanervi ma poi decidono concordemente di tornare sulla Terra e impegnarsi a migliorarla). Ne fanno molte copie in ciclostile e le distribuiscono nelle altre classi e altrove. Una copia viene spedita anche al Papa, al Presidente della Repubblica, al Prefetto e al Presidente della Provincia. Rispondono solo gli ultimi due: il Prefetto Benedetto Negri il 18 giugno 1982 e il Presidente Francesco Clarizia il 15 giugno 1982

(non è chiaro il motivo della discrepanza delle date, di certo sul lavoro di gruppo è apposta la data 1981; forse sarà stato inviato dopo).

1982

  • Gennaio. Con una recensione teatrale (e dopo aver scritto un trafiletto a commento di un’altra sua iniziativa scolastica contro il dio denaro), inizia a collaborare intensamente (continuerà fino al 1987) col ‘Quotidiano’ di Lecce, Brindisi e Taranto, nel settore della Cultura e della Scuola.
  • Settembre, tramite un’abilitazione, conseguita nel 1976, entra di ruolo nella Scuola Media, per Materie Letterarie (pensando di uscirne presto non farà mai un concorso).

1983
Agosto. È relatrice al dibattito “La cultura come risorsa”, organizzato dal Partito Comunista Italiano (federazione di Brindisi), in occasione della Festa Provinciale dell’Unità.

1984
Si iscrive all’Ordine del Giornalisti di Bari: su 60 articoli richiesti ne presenta circa 150. Riceverà poi, unitamente alla lettera di accettazione, un elogio, scritto a mano, da parte del presidente dell’ordine dei giornalisti di Bari, dott. Oronzo Valentini.

1985

  • 15 Gennaio. Partecipa con un suo intervento all’incontro sugli stili, organizzato dall’Associazione “Amici nella scuola”.
  • Inizia a frequentare il “Laboratonio di poesia” istituito presso L’Università di Lecce, a cura di Arrigo Colombo. Dà il nome alla loro rivista “L’incantiere” cui non avrà mai modo di collaborare. Lei, in verità, avrebbe voluto solo “Incantiere”, l’articolo è di Arrigo Colombo.
  • Partecipa, in quell’ambito, a molte letture pubbliche e a varie altre iniziative.
Il poeta Pietro Gatti e Nadia Cavalera, in un incontro con gli studenti
  • Conosce, tra gli altri, lo scrittore leccese Enzo Panareo, che presenterà in futuro a Brindisi un suo libro “I Palazzi di Brindisi” (l’intervento sarà poi pubblicato da “Sudpuglia” nel N.1 del marzo 1988), e al quale dedicherà “Mnemo” (presente oggi in “Brogliasso”).
1986
  • Partecipa a “Salento Poesia” con “Detta ballatetta”, che verrà pubblicata su “Salvo imprevisti ” (n.39-40, e sarà la n. 14 di “Vita Novissima”).
  • Ottobre. Esce il libro “I palazzi di Brindisi” (Schena, 1986 – presentazione di Marcello Strazzeri, docente di Sociologia della Cultura, all’Università di Lecce), racconti ambientati nel palazzi di quella città; un escamotage per ripercorrerne fedelmente tutta la storia a grandi linee.
  • Novembre. Esce, a sua cura, da “Bastogi”, “La vita è eterna”, un romanzo postumo del padre Sebastiano

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1987

  • Su suggerimento di Enzo Miglietta, del Laboratorio di poesia di Novoli, contatta, per una pubblicazione nelle Edizioni TamTam, Adriano Spatola, personaggio di punta del Gruppo 63. Ad agosto, durante una vacanza (è con la famiglia, a Campo di Giove, in Abruzzo), lo raggiunge per un incontro a Sant’Ilario d’Enza. L’accordo sembra sfumare per il costo eccessivo del preventivo propostole e lei decide di rinunciare, senonché Spatola, apprezzando il suo lavoro, la incoraggia e le suggerisce di curarne personalmente la stampa, nel brindisino, in qualche tipografia a prezzi modici. Per il marchio e la presentazione non chiede nulla, solo alcune copie.
  • 28 maggio. Nel “Mediterranean sea club” di Brindisi, il preside Enio Caliolo e lo scrittore Enzo Panareo presentano il libro “I Palazzi di Brindisi”.
  • Conosce a Lecce, in un convegno, Romano Luperini, che le promette che avrebbe letto suoi inediti, ma lei non riuscirà mai a mandarglieli e quando dopo quasi vent’anni si deciderà a chiedergli una presentazione, sarà troppo tardi…
  • Partecipa a “Salento poesia” 1987 con la poesia “Arieno” (n.88 di “Vita novissima”)
Nadia Cavalera, foto di Giovanni Giovannetti
Nadia Cavalera. Foto di Giovanni Giovannetti (Lecce 1987)
1988

  • Nel gennaio, esce, in una tipografia di Oria (Br), “Amsirutuf: Enimma” (Tam Tam, 1988, presentazione di Adriano Spatola). La dedica: «al mio primogenito Alfio [: tam brevis humanae vitae scintilla (: dolentis mea stilla)]»

  • Fonda e dirige “Gheminga. Bollettario di letteratura”. La rivista ha il nome di una stella di raggi gamma e viene registrata a suo nome presso il Tribunale di Brindisi al N. 1 del 24.2.1988. E’ la prima rivista esclusivamente letteraria di Brindisi. Coinvolge nell’iniziativa alcuni autori locali: Mimmo Tardio, Ettore Polito, Gerardo Trisolino, Sergio Sbrollini, anche il noto Pietro Gatti di Ceglie Messapico (alla sua prima esperienza in tal senso e presente nella principale riunione redazionale che si tenne a Brindisi, in via Montebello, 20). Si deve ad Ettore Polito la proposta, poi accettata da tutti, del nome, scoperto sul Corriere della sera, circa una stella finalmente individuata dall’osservatorio milanese e così chiamata (Cavalera ne parlerà nel primo editoriale). Mentre sarà Sergio Sbrollini a suggerire il sottotitolo di “bollettario”, in rapporto alla scelta grafica della Cavalera. La direzione avviene in un primo momento da Brindisi, quindi da Modena dove lei si trasferisce per seguire la famiglia, nel luglio dello stesso anno (l’esperienza si esaurirà in 4 numeri)
  • Marzo. Partecipa a Bari, alla IV edizione di “Donne e poesia”, a cura di Anna Santoliquido, dell’Associazione Culturale “Poeti della Vallisa”, dove lancia l’appello per l’abolizione dell’Otto marzo, che non viene accolto né inserito negli Atti di quel Convegno (sarà pubblicato prima su “Gheminga”, poi inserito in “Brogliasso”).
  • 18/20 marzo è tra i delegati del Salento al XV Congresso del Sindacato Nazionale Scrittori a Roma (fa il viaggio con Antonio Verri, che, a capo di un corposo gruppo, passa a prenderla, da Brindisi).
  • Maggio. Nell’ambito del progetto del Sindacato Nazionale Scrittori per la diffusione della produzione letteraria pugliese, incontra, leggendo passi da “Amsirutuf:enimma”, i ragazzi delle classi terze del Liceo Classico “Virgilio” di Brindisi. La presenta Piero Manni, già fondatore di una rivista e dal 1985 anche editore con la collana “La scrittura e la storia”, per la cui nascita lei aveva mandato un telegramma di auguri (la risposta di Manni è del 10/X/1985).
  • Luglio. Trasferimento a Modena, in una casa al centro, di fronte, in breve linea d’aria, alla statua della Bonissima, che  nella sua lunga storia è sempre stata in rapporto, anzi, proprio  “ante officium Bullettarum”. La curiosa coincidenza col nome della sua rivista “Bollettario” l’affascina e intriga. Tratterà spesso l’argomento nei corsi di “Modena nella Storia”, al “Venturi”, fino a formulare un’ ipotesi di collegamento tra la statua “della buona misura” e la pietra ringadora, altro monumento importante, in piazza Grande.
  • Agosto, durante la Festa dell’Unità, a Modena, alla presentazione di “Scritture, Scrittrici” – Firmato Donna – conosce Maria Rosa Cutrufelli. Le prospetta la possibilità di far diventare “Gheminga” (“non c’è”, in dialetto milanese) una rivista tutta al femminile, visto che se ne sentiva la mancanza. Sarebbe stata un’avanguardia. Cutrufelli rimane colpita dall’idea, promette di pensarci e di scriverle. Non lo farà, si impegnerà invece a costruire, con Marisa Rusconi, giornalista dell’ “Espresso”, “Tuttestorie” una rivista, appunto, tutta al femminile, che uscirà nel 1990 (stesso anno in cui uscirà anche la nuova rivista di Cavalera, “Bollettario”)
  • Autunno, a Modena viene presentata “Gheminga”, tra le iniziative del Laboratorio di poesia di C.A. Sitta.
  • Nel dicembre, chiarite ulteriormente le sue posizioni teoriche, contatta epistolarmente, per il progetto di una nuova rivista che rilanci l’avanguardia, il poeta Edoardo Sanguineti, col quale instaura all’inizio una variamente regolare corrispondenza.. Sarà lui a scegliere il sottotitolo di “Gheminga”, “Bollettario”, quale titolo della nuova pubblicazione (anche se per lui comunque sarebbe andato bene anche “Gheminga”).
1989
  • Verso la primavera, fonda e dirige, a Modena, l’Associazione Culturale “Le Avanguardie”, di cui diventa organo “Bollettario”, il quadrimestrale internazionale di scrittura e critica (registrazione Tribunale di Modena n.983 del 7. 7.1989), definito con Edoardo Sanguineti, che, consulente nel primo anno, dal n.5/6, ne assumerà la direzione. Saranno redattori prima (dal n.5/6) Tommaso Ottonieri e Marcello Frixione; poi (dal n.10/11) Filippo Bettini e Francesco Muzzioli.
  • Luglio. Viaggio in macchina in Francia, da Lione, Lapalisse, Bourges, A Versailles, Parigi, i castelli della Loira….
  • Settembre, su invito di Sanguineti, partecipa, a Milano, all’incontro di fondazione del “Gruppo 93”, di cui farà poi un’ampia cronaca (un vero e proprio verbale) su “Bollettarlo” 4 bis (pubblicato prima che subentrasse la direzione di Sanguineti).

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