Blog — 20 Giugno 2010

In questo libro  di Daniele Maria Pegorari lo sguardo dell’autore alla letteratura in Terra di Bari dal Risorgimento ad oggi. Ma anche una piccola incursione nel Salento:  L’«ergocrazia» della salentina Nadia Cavalera
Daniele Maria Pegorari
LES BARISIENS

Letteratura di una capitale di periferia 1850-2010

pp. 444
€ 30,00
maggio 2010

Scheda editoriale

OPERA
Nella Parigi di inizio Novecento Ricciotto Canudo, uno fra i primi teorici mondiali del cinema, partito da Gioia del Colle per divenire protagonista della vita culturale della Ville Lumière, veniva vezzosamente appellato barisien; negli anni Settanta il termine fu riscoperto per indicare quell’école di giovani sociologi, filosofi, storici e critici dell’Università di Bari che seppe parlare con coraggiosa originalità e nuova problematicità allo sclerotizzato panorama del marxismo italiano. La storia di quell’aggettivo diviene in questo libro il simbolo della trasformazione della figura dell’intellettuale e delle sue condizioni di lavoro in Puglia, dalla secolare diaspora verso Napoli, Firenze, Parigi e gli Stati Uniti fino alla creazione di un ceto di scrittori e critici finalmente residenti dopo lo spartiacque rappresentato dal Sessantotto e dalla nascita dell’ente Regione (1970). È così che la Puglia ha potuto scrollarsi di dosso il complesso di essere solo una ‘provincia dell’impero’ e ha scoperto il risvolto positivo di essere ‘periferia’: la sua natura di confine può renderla più aperta all’ascolto e alla sperimentazione. Note critiche, saggi, recensioni, schede di valutazione editoriale ed atti di convegno, scritti da Pegorari nell’arco di quasi quindici anni, diventano ora tessere di un’organica storia sociale della letteratura in Terra di Bari dal Risorgimento ad oggi.

AUTORE
Daniele Maria Pegorari (1970) ama studiare, scrivere, far studiare e far scrivere di letteratura: per questo insegna nel Dipartimento di Italianistica di Bari (Letteratura italiana contemporanea e Sociologia della letteratura), dirige la rivista «incroci» (con L. Angiuli e R. Nigro) e tre collane di ricerche e testi (“Officina” e “Biblioteca di Letteratura Pugliese” di Stilo; “Le ciliegie” di Palomar). Alcuni suoi libri: Dall’«acqua di polvere» alla «grigia rosa». L’itinerario del dicibile in Mario Luzi (1994), Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000), Metrica dei giorni (2000), Mario Luzi da Ebe a Constant (2002), Contesti della “Commedia” (2004), Non disertando la lotta. Versi e prose civili di Mario Luzi (2006), Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli (2006), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 (2009).

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