Blog — 27 Novembre 2012

archivio dei diari di pieve santo stefano
 27 novembre 2012 – newsletter n. 252
a cura di Natalia Cangi, Nadia Frulli e Loretta Veri

Saverio Tutino, 2010 (foto di Mario Boccia)Saverio Tutino
12 settembre 2010
foto di Mario Boccia  

 

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E’ passato un anno da quando Saverio Tutino non e’ piu’ con noi. Era il 28 novembre del 2011 quando arrivo’ la notizia della sua scomparsa. Da allora sono passati dodici mesi, c’e’ stata un’altra edizione del Premio Pieve – che adesso e’ a lui intitolato – e l’Archivio ha continuato a portare avanti tante attivita’. Ma la voglia di ricordare il suo ideatore, di sentirlo vicino nelle piccole cose quotidiane, non e’ venuta meno mai.  
Durante l’ultima edizione del Premio una mostra fotografica ha raccontato attraverso centinaia di immagini la sua vita. La rivista dell’Archivio, Primapersona, gli ha dedicato un numero, il 25, dal titolo “Caro Saverio…”.
Lui non c’era, ma la sua presenza si e’ avvertita ovunque. Come si avverte la presenza di un padre che non c’e’ piu’. E’ con questa immagine e con le parole di Lidia Ravera scritte su Primapersonache vogliamo ricordarlo:I padri non si scelgono, lo so, ma Saverio era il padre che avrei voluto. Glielo dissi, una volta, quando ero abbastanza giovane da non offendere la sua virile civetteria. Rise, ma era contento. Mi piaceva tutto di lui: quella testa di folti capelli bianchi, come una nuvola, su due occhi inquieti, mobili, mai pacificati. Mi piaceva il suo rapporto con la parola scritta, il diario, quel tenersi d’occhio, non concedere mai alla vita di diventare sciatteria e ripetizione. Non era mai distratto, Saverio. Non consentiva ai giorni di accumularsi gli uni sugli altri senza forma, nel magma indistinto che la maggior parte di noi subisce.Il numero 25 della rivista, dalla quale e’ tratto questo brano, sara’ presentato giovedi’ 29 novembre a Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia, in via San Francesco di Sales, alle ore 17.30. Di Saverio e di Primapersona  parleranno la direttrice della rivista, Anna Iuso, antropologa e docente presso l’università La Sapienza di Roma, e la stessa Lidia Ravera.
La manifestazione è organizzata con il contributo del Dipartimento Cultura di Roma Capitale e del Circolo Gianni Bosio.

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