Blog — 17 novembre 2012

LA CARNE DI FERRERI ALLA SALA TRUFFAUT MERCOLEDI 21 NOVEMBRE

 

Prosegue alla sala Truffaut, a cura del Circuito Cinema, la rassegna “Shock! – Cult tra eversione e perversione”

Mer 21/11

SHOCK! – Cult tra eversione e perversione

Ore 21,15

LA CARNE (Italia 1991) di Marco Ferreri   95’

Lui è un funzionario comunale e pianista di pianobar, lei una disinibita amatrice: si incontrano e vivono in una casa vicino al mare un amore totalizzante e ossessionante. E quando lei cercherà di andarsene lui la ucciderà e ne conserverà il corpo in frigorifero per cibarsene. Con il consueto gusto della provocazione Ferreri, partendo dall’idea di amore come reclusione e aspirazione alla fusione reciproca, mescola ossessioni gastronomiche ed erotiche

 

 

“CREATURE DEL CIELO” GIOVEDI 22 NOVEMBRE ALLA SALA TRUFFAUT

 

Prosegue alla sala Truffaut, a cura del Circuito Cinema, la rassegna “SHOCK! – Cult tra eversione e perversione”

Gio 22/11

SHOCK! – Cult tra eversione e perversione

Ore 21,15

CREATURE DEL CIELO (Heavenly Creatures, Nuova Zelanda 1994) di Peter Jackson  98’

Nuova Zelanda, 1953: Pauline Parker, bruna, grassoccia e piccolo-borghese, diventa l’amica del cuore della compagna di classe Juliet Hulme, inglese bionda e spocchiosa. Insieme danno vita a un mondo fantastico da cui escludono con disprezzo il resto dell’umanità. E quando i genitori si preoccupano della piega morbosa della loro amicizia, non esitano a uccidere. Da una storia vera, Jackson descrive la ribellione al conformismo, l’isteria, il mondo visto dalla parte delle bambinacce con un armamentario visivo da regista horror, ed entra nella testa di due mostriciattoli in gonnella.

 

“L’ODORE DEL SANGUE” DI MARTONE VENERDI 23 NOVEMBRE ALLA SALA TRUFFAUT

 

Prosegue alla sala Truffaut, a cura del Circuito Cinema e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la rassegna “Avventure di confine – Il cinema di Mario Martone”. Disponibile a 10 euri presso la cassa del cinema il volume dedicato al regista edito da Falsopiano e curato da Alberto Morsiani e Serena Agusto.

 

Ven 23/11

AVVENTURE DI CONFINE – Il cinema di Mario Martone

Ore 21,15

L’ODORE DEL SANGUE (Italia 2004) di Mario Martone  101’

Lo scrittore Carlo tradisce la moglie Silvia con una ragazza di campagna: quando Silvia gli confessa di avere un giovane amante, per di più neofascista, Carlo impazzisce di gelosia. Martone adatta il romanzo postumo di Goffredo Parise e ne sviscera i temi: la crisi dell’intellettuale e della coppia aperta, il sesso come assoluto, la dialettica tra eros e civiltà. E’ il film più fisico del regista, ma anche il più astratto, più rarefatto, più mentale. E il più angoscioso, di un’angoscia malata, anche se figurativamente nitido, di classica misura, non lontano dal cinema di Antonioni.

 

 

“ACCIAIO” DI MORDINI IN ESCLUSIVA PROVINCIALE ALLA SALA TRUFFAUT DI MODENA SABATO 24 E DOMENICA 25 NOVEMBRE

 

Nell’ambito di “Spazio aperto – Inediti e riscoperte” il Circuito Cinema propone sabato novembre 24 alle ore 20,45 e 22,30 e domenica 25 novembre alle ore 18,45 e 20,30 alla sala Truffaut, in prima visione per Modena e provincia, il film di Stefano Mordini ACCIAIO. Anna e Francesca sono due 14enni piobinesi. Vivono in quartiere di case popolari i cui abitanti sono in gran parte operai delle acciaierie Lucchini. Anna ha un padre che ha lasciato il lavoro e ora cerca fortuna lontano dalla famiglia. Francesca invece ha un genitore troppo presente che forse abusa di lei. Le due ragazze vivono i primi turbamenti del crescere e al contempo Anna sente forte la presenza della fabbrica e delle condizioni di vita che essa sottintende. Finché un giorno in città torna Elena, un tempo compagna di Alessio e ora suo dirigente. Intanto Anna ha conosciuto Mattia che ha diversi anni più di lei. Francesca si chiude ancora di più nel suo dolore. Tratto dal romanzo omonimo di Silvia Avallone vincitore, tra gli altri, del Premio Campiello Opera Prima e tradotto in 18 lingue “Acciaio” è un film che ci ricorda la difficoltà del crescere inserendola in un contesto che, fino a poco tempo prima dell’uscita del film, sembrava quasi essere negato nel nostro Paese. Perché la cosiddetta “classe operaia” sembrava essere uscita non solo dal cerchio degli interessi dei mezzi di comunicazione ma addirittura dalla realtà. Tutto il film rinvia a quel fuoco che tempra il minerale destinato a diventare acciaio. Ma le vite delle persone sono molto più fragili. Si corrodono e possono anche liquefare di fronte a quel calore. Ciò che riesce a resistere è l’amicizia tra Anna e Francesca che conserva una sua intima purezza che va al di là delle contingenze e che costituisce il cuore pulsante (sul piano narrativo) del film che su di loro concentra la propria attenzione.

 

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