Blog — 22 Maggio 2012

La sensibilità del GIOVANARDI

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/05/22/news/non-parlate-di-gas-i-capannoni-crollati-chi-li-ha-autorizzati-1.5105614

«Non parlate di gas I capannoni crollati chi li ha autorizzati?»

Durissime accuse del senatore Carlo Giovanardi: «I sindaci non strumentalizzino il dibattito e amministrino meglio»

di Davide Berti

La telefonata al senatore Carlo Giovanardi è di prima mattina, dopo lo sfoglio del nostro giornale, dove i cittadini e i sindaci hanno parlato di «pietra tombale» sul progetto del Gas di Rivara che la società Ers sta portando avanti. Tra i muri di cinta delle abitazioni crollati ieri, qualcuno griffato “No gas”, lo slogan più in voga nell’epicentro del terremoto, ha resistito nonostante le scosse. Cosa sarebbe successo se ieri sotto il suolo di San Felice e Finale ci fosse stato il tanto discusso impianto?
Senatore, cosa sarebbe successo?
«Stiamo parlando di cose serie, vero?».
La nostra domanda, quella che si sono fatti in queste ore anche tanti cittadini, è seria.
«Allora parlo di cose serie. Il primo problema, mi dispiace per tutti, è quello di trovare le risorse».
Parlavamo del deposito, senatore.
«Il primo problema sono i soldi per la ricostruzione. Il nuovo decreto prevede che per coprire la sospensione del pagamento dell’Imu, le imposte delle aziende che sono state danneggiate e le spese da sostenere per chi purtroppo è rimasto fuori casa, ci sia un aumento delle accise sui carburanti su tutto il territorio nazionale, oltre a tagli consistenti in altri capitoli di spesa».
Stiamo sui fatti, senatore.
«Arrivo col secondo problema. Come mai in una città come Modena non è caduta una tegola? Perché in alcuni comuni non vengono fatte quelle verifiche sugli edifici che la legge richiede? Se le aziende e gli edifici fossero stati in regola, il dramma sarebbe stato certamente inferiore».
Per chi è il messaggio?
«Per tutti quelli che pensano di fare gli sciacalli in una situazione drammatica come questa. Strumentalizzano un dibattito sul gas parlando del nulla. Vorrei capire che legame può avere il terremoto con la discussione sul gas nella Bassa. È come se qualcuno sostenesse che il terremoto di Messina del 1908 fosse legato all’invenzione dell’atomica di quarant’anni dopo».
Surreale come paragone.
«Surreale è chi ha sempre sostenuto che la costruzione del deposito di gas avrebbe provocato terremoti».
Senatore il terremoto però è venuto lo stesso, e la domanda era: cosa sarebbe successo se ci fosse stato il deposito?
«Assolutamente nulla, come sostengono la stragrande maggioranza degli esperti. Per chi ha delle perplessità, invece, ci sono venti milioni di euro che sono stati messi a disposizione dal nucleo di valutazione di impatto ambientale per sostenere ricerche sul nostro sottosuolo, per avere una conoscenza maggiore, ancora migliore. Poi tiriamo le somme».
E invece?
«E invece la Regione ha detto non spendiamoli, non facciamo ricerca, non vogliamo più sapere niente del nostro territorio. Lo Stato mette a disposizione fondi per fare ricerca e noi invece diciamo ancora una volta no, senza approfondimenti. In questo non vedo la logica».
Tornando ai fatti, è difficile parlare di logica quando ci si trova di fronte ad un terremoto impossibile da prevedere.
«Infatti la prima preoccupazione di un buon amministratore, anzichè fare polemiche pretestuose, dovrebbe essere quella di capire come mai una scossa tipica delle nostre zone ha causato tutti questi danni. Io dico che ha provocato crolli perché se fossero stati fatti, da parte delle amministrazioni comunali, tutti i controlli necessari ai tempi delle autorizzazioni e delle verifiche obbligatorie per legge, tutto questo non sarebbe successo».
E’ un’accusa pesante.
«È il minimo davanti ad una cosa del genere. Ripeto è un approccio surreale».
Ma ci sono state ormai cento scosse.
«Ma stiamo parlando di un impianto in sicurezza, in acquifero, tre chilometri sotto terra. Se il livello del dibattito è questo, mi scusi, ma sono perplesso».
Lei è perplesso?
«Chi oggi fa del terrorismo è chi doveva mettere in sicurezza gli edifici. E fa del terrorismo sul nulla, su una cosa che non ha nulla a che fare con un dibattito in corso. Quello che è successo è uguale a ciò che è avvenuto 300 anni fa, 600 anni fa e a ciò che potrebbe succedere anche in un futuro, tra un mese, un anno, cento anni, chissà. Noi parliamo di un deposito che potrebbe esserci tra dieci anni e che rispetterà tutti i criteri di sicurezza. Oggi non strumentalizziamo una discussione, poniamoci solo una domanda: se arrivano eventi sismici siamo attrezzati a rispondere? Non mi pare. E poi rifiutano anche gli approfondimenti scientifici, perdendo tempo a fare collegamenti tra terremoti e gas. E pensare che erano loro a dire che il deposito avrebbe aumentato il numero dei terremoti. Pazzesco. E poi…».
Finisca.
«E poi se qualcuno a Roma legge che gli amministratori modenesi anzichè preoccuparsi dei risarcimenti e della ricostruzione, si preoccupano di più di un dibattito sullo stoccaggio dell’energia che viene fatto in tutto il mondo, ci sarà da vergognarsi. E sul confronto, da qui in avanti, ci sarà invece da stare freschi».

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