Blog — 13 agosto 2012

da Repubblica Bari

Ferrante: sforzi per la bonifica Ilva centinaia in piazza a favore del gip

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Si è conclusa la riunione in Regione. Il presidente Ilva annuncia: “Faremo ricorsi in ogni istanza ma siamo disposti a fare più di quanto concordato per la bonifica”. In attesa dell’arrivo a Taranto dei ministri Passera e Clini, e dopo la nuova decisione del gip che esclude il presidente dell’Ilva dal pool di custodi dell’azienda, duro botta e risposta tra l’Anm e il ministro dell’Ambiente. I sindacati spaccati sul ricorso allo sciopero: Cisl e Uil manifestano anche domani, la Fiom si dissocia: “Non attacchiamo i pm”

Giornata convulsa e frenetica quella che si sta vivendo sull’asse Taranto-Bari. Mentre nel capoluogo il presidente dell’Ilva incontrava il governatore Vendola per cercare una via d’uscita istituzionale al conflitto tra politica e magistratura, nella città dell’acciaio si consumavano nuove fratture. Da un lato i lavoratori si sono divisi in due blocchi: Cisl e Uil hanno annunciato che per domani replicheranno lo sciopero che questa mattina ha paralizzato l’Appia, mentre la Fiom ha bocciato la proposta al grido di “Non attacchiamo i magistrati”.  Magistrati che in piazza sono stati difesi da mille persone del comitato “Cittadini liberi e pensanti” che hanno dedicato un lungo applauso al gip Todisco. Il conflitto tra ambiente e lavoro sta lacerando Taranto in due opposte fazioni.  “In questo momento, una situazione complessa e difficile merita il massimo spirito di mediazione; le opposte fazioni, la riduzione di una questione così complicata a una specie di referendum e la convocazione di tifoserie scatenate le une contro le altre non giova nè alla causa del futuro dell’Ilva, nè del diritto alla salute e all’ambiente per la città di Tarato” ha dichiarato Vendola.

In mille in piazza a Taranto e applausi al gip  Un migliaio di persone hanno partecipato per la prima volta a una manifestazione dal comitato “Liberi e pensanti” che ha come portavoce Cataldo Ranieri, operaio 42enne dell’Ilva e guida carismatica dell’associazione, che è

riuscita a portare in piazza altri comitati spontanei. Il ‘comizio’ di Ranieri, che ha ricevuto applausi scroscianti, si è aperto nella centrale piazza della Vittoria con un applauso di ringraziamento rivolto al gip Patrizia Todisco che ha deciso di sequestrare le aree a caldo dell’Ilva.

“Abbiamo il dovere di salvare la città e i nostri figli perchè noi siamo dei condannati a morte”, ha detto Ranieri acclamato dalla folla. “Mentre fino a qualche mese fa – ha proseguito – si invitava la magistratura a fare il proprio dovere sull’inquinamento provocato dall’Ilva, ora ci sono attacchi anche politici a un giudice che ha fatto solo il suo dovere”.
“La gente – insiste – sa che la classe politica che finora ci ha rappresentato qui a Taranto ci ha tradito e non è mai intervenuta per fermare l’Ilva che avvelena la città”.

Bacchettate non sono mancate al governo che ha deciso di inviare a Taranto il 17 agosto prossimo tre ministri. “Vengono – accusa  Ranieri – per tutelare gli interessi dell’Ilva: noi tre ministri li avremmo voluti qui a Taranto per i bambini del rione Tamburi intubati in ospedale perchè ammalati di tumore”. Poi l’invito ai colleghi operai del siderurgico: “Non dobbiamo barattare un posto di lavoro con la salute dei nostri figli”.

Sindacati spaccati: Cisl e Uil scioperano, la Fiom no  Altro segnale di spaccatura all’interno dei sindacati. Per domani, le segreterie provinciali di Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno proclamato due ore di sciopero degli operai dell’Ilva per protestare contro il rischio di chiusura della fabbrica determinato appunto dall’evoluzione della vicenda giudiziaria sull’inquinamento prodotto dagli impianti. Domani scenderanno in strada (lungo la statale Appia, dalle 10 alle 12), i lavoratori dei reparti Ril (riparazione locomezzi), Grf (gruppo recupero ferroso), Pzl (piazzali) ed Ene (energia). Si dissocia però la Fiom Cgil “ritenendo lo sciopero inutile e irresponsabile, in quanto si utilizza tale strumento come attacco alle decisioni della magistratura”.  La Fiom sottolinea che “i lavoratori non possono essere utilizzati per attaccare la magistratura, ma è l’Ilva che deve dare le risposte concrete ai problemi causati dall’inquinamento”. Per questo – informa  – l’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil ha chiesto all’azienda per domani due ore di assemblea retribuita per informare i lavoratori sullo stato della situazione”.

 Vertice Ferrante-Vendola
:: “Faremo tutto il possibile per risolvere problema ambientale” Si è concluso da poco il vertice tra il governatore Vendola e il presidente dell’Ilva Ferrante che, uscendo dalla riunione ha detto: “Non riteniamo che oggi a Taranto ci sia un’emergenza ambientale e sanitaria tale da giustificare misure così drastiche da parte della magistratura. Per questo ci difenderemo in tutte le sedi contro la decisione del gip che ferma la produzione. Tuttavia – ha proseguito Ferrante – la nostra linea resta quella del dialogo. Ho assicurato a Vendola che faremo anche più di quanto già concordato per mettere in sicurezza gli impianti e bonificare Taranto. In cambio abbiamo chiesto tempi rapidi per la nuova Aia”.

Vendola, da parte sua, ha detto: “Io penso che noi dobbiamo continuare a fare quello che ci siamo impegnati a fare, che l’Ilva deve mantenere i propri impegni e renderli chiari, possibilmente nero su bianco, nelle prossime ore, nei prossimi giorni e portare il giudice della Procura e ai giudici competenti un cronoprogramma preciso nei tempi di attuazione, negli impegni così come noi dobbiamo continuare a svolgere quello che abbiamo previsto di fare nel protocollo d’intesa con il Governo”.
Secondo Vendola  “in questo momento, una situazione complessa e difficile merita il massimo spirito di mediazione; le opposte fazioni, la riduzione di una questione così complicata a una specie di referendum e la convocazione di tifoserie scatenate le une contro le altre non giova nè alla causa del futuro dell’Ilva, nè del diritto alla salute e all’ambiente per la città di Tarato”.

Ferrante, ricorsi contro il gip   Ferrante oggi aveva incontrato nello stabilimento tarantino i custodi giudiziari, ai quali ha manifestato la più ampia disponibilità a collaborare per il risanamento, e a fare anche eventuali, ulteriori, interventi che dovessero chiedere le istituzioni pubbliche. Lo hanno riferito fonti sindacali che ne hanno avuto notizia nell’incontro tenuto oggi con loro dallo stesso Ferrante, in fabbrica, comunicando anche l’intenzione dell’Ilva di ricorrere “in tutte le istanze”.

Del gruppo dei custodi giudiziari il medesimo presidente dell’Ilva ha fatto parte per quattro giorni. Era infatti stato nominato il 7 agosto dal tribunale del riesame in sostituzione del presidente dell’ Ordine dei commercialisti di Taranto, Mario Tagarelli (che era stato nominato dal gip): “Ferma restando – aveva scritto il tribunale riguardo ai custodi giudiziari – la nomina degli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento (nominati dal gip, ndr), nomina custode e amministratore delle aree e degli impianti in sequestro altresì il dott.Bruno Ferrante nella sua qualità di presidente del Cda e di legale rappresentante di Ilva spa, revocando la nomina del dott.Mario Tagarelli”.

Botta e risposta fra Anm e Clini Quello sull’Ilva è “un doveroso intervento della magistratura”, visto che “gli organi amministrativi di controllo non hanno assicurato la tutela ambientale”. Lo afferma l’Associazione Nazionale Magistrati polemizzando evidentemente con il ministro Clini. L’ Anm ricorda che “il diritto alla salute e il diritto al lavoro sono entrambi beni tutelati dalla Costituzione” e che in base all’art. 41 della Carta fondamentale, “l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza”. “La magistratura – sottolinea l’Anm – non intende invadere l’ambito di competenza di altre Autorità, ma, in presenza di violazioni della legge penale non può fare a meno di intervenire, con gli strumenti giudiziari ordinari, ove gli organi amministrativi di controllo non siano riusciti ad assicurare negli anni la tutela ambientale, con gravissimo rischio per la salute dei cittadini; situazione, questa, da lungo tempo esistente nell’area tarantina, ben nota e accertata anche sulla base di perizie tecniche”.

Immediata la replica del ministro: “La valutazione dell’Anm è molto parziale perchè gli interventi in corso a Taranto sono in corso da tre anni. A marzo abbiamo riaperto la procedura per altre misure precauzionali, l’amministrazione è attiva e sta lavorando. Io conosco molto bene le problematiche ambientali e sanitarie che giustificano le azioni della magistratura”. Il ministro osserva che “la situazione degli impianti siderurgici di Taranto descritta è diversa dalla situazione attuale”. E ancora: “Non credo corretto dal punto di vista tecnico procedere alla chiusura degli impianti considerando quanto successo nei decenni passati. Stiamo verificando la corrispondenza degli impianti alla normativa vigente ora. Gli eccessi di mortalità fanno riferimento alle esposizioni ambientali dei decenni scorsi e non possono essere riferite alla situazione attuale. Non sono rassicurante, ma il processo di risanamento è stato avviato e noi lo stiamo sostenendo e non si può interrompe”.
Sul provvedimento del gip aggiunge: “Non gioco al Far West, dico semplicemente che ognuno deve fare in maniera responsabile il suo mestiere. La magistratura fa molto bene a chiedere che le leggi vengano rispettate. Noi stiamo applicando leggi e normative europee in un contesto difficile. Se il nostro obiettivo è il risanamento ambientale dobbiamo continuare nella direzione che abbiamo intrapreso”.


 

(13 agosto 2012)

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