Poesie Verbali — 14 marzo 2017

Ceraverano

… cerano pellicano strano canterano di sciamano penso a verano
grande gazza in piazza morta al centro di roma soma di un coma
sorta di enorme poltrona e corona di fresco desco riverniciata regalata
in storta porta corta verso il volo finale va bene dal molo

carbone airone di cartone in trattore poche ore delle barche

di vele carche neppure l’onta d’un’ombra l’aria è

finalmente sgombra per essere ingombra solo scolo delle chiocce piogge
rogge mogge mogge in acide fogge pro-gre-ssual-mente transustanzieranno
l’ambiente ora bestiale spudorato animale umanologico resistente

annullati com’ a dire ignorati reali crocifissi naturali

salutati beati dai santi a schiere intere alternate a sdentate pantere
o i mali umani detti tali (:che vogliono questi mortali?)

forzoso il contagio ad ampio raggio saggio per ogni paggio

tenetelo a mente ubbidite al sergente (:oggi è l’ente polivalente) esistente potente
non comprende tra le veneri ceneri si sorprende paziente

con parate artistico giudiziarie attende

passerà la morbillosità stagionale niente male le folle molle

cui una leccata tutto toglie son bolle pastefrolle vagano invano si agitano smaniano
poi si lasciano prendere per mano docili docili niente rogiti (: la massa è nano)

un gigante al galoppo passato un groppo di troppo …
.
.

da Nadia Cavalera, BROGLIASSO, 1996

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Nadia Cavalera

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