Blog — 17 Luglio 2012
Macerata Opera Festival

Rassegna di Nuova Musica

OMAGGIO A STEFANO SCODANIBBIO
Mercoledì 1 agosto 2012 ore 21.00
Teatro Lauro Rossi – Macerata
My new address ( 1986/1988 )

Marco Rogliano, violino
     
Only connect ( 2001 )
Fabrizio Ottaviucci, pianoforte
        
Due pezzi brillanti  (1985) 
Daniele Roccato, contrabbasso

Alfabeto apocalittico ( 2001) 
Musica: Stefano Scodanibbio
Testo: Edoardo Sanguineti
Immagini: Enrico Baj
Vitaliano Trevisan, voce recitante
Daniele Roccato, contrabbasso


Ingresso gratuito – prenotazioni 0733 230735


My new address
(1986/1988)
per violino
Il tema del viaggio è alla base di questo lavoro musicale. Viaggio che si avventura all’interno dello strumento.
Lontano  dalle violenze avanguardistiche, la mia ricerca si rivolge agli aspetti costitutivi degli strumenti a corde, alle possibilità inedite offerte non solamente dai suoni armonici, ma anche e soprattutto dalle loro combinazioni con i suoni reali.
Ecco i due aspetti del suono che si possono produrre con uno strumento ad  arco: il suono reale e la sua ombra, il suono armonico. Da questa giustapposizione, da questo dialogo incessante nasce il lavoro strumentale che detterà anche i principi formali. In questa epoca di rinascimento strumentale che appena si annuncia, partire di nuovo dallo strumento è il compito che mi assorbe totalmente sia come compositore che come interprete.
Stefano Scodanibbio

Only connect
(2001)
per pianoforte
Il mio primo pezzo per pianoforte è venuto dopo oltre vent’anni di quasi esclusiva frequentazione di strumenti a corde, il mio naturale campo di lavoro. Come al solito avevo solo un’idea molto vaga del pezzo, anche se segretamente accarezzata da un po’ di tempo, ma appena ho cominciato a lavorarlo mi si sono subito aperte finestre che si affacciavano su molte direzioni.
Una serie di associazioni libere si è scatenata, un po’ come in un trattamento psicanalitico, come se tutto quello che era stato finora per me il pianoforte si fosse prepotentemente liberato con effetti imprevedibili e incontrollabili.
Possibilità che si spalancavano, proliferazioni selvagge, accostamenti liberi e anche un po’ libertini, accumuli, significati disparati, appropriazioni, rimandi, echi, schegge, riflessi, trasformismi. Impossibile resistere, e allora niente mi sono negato e a  tutto mi sono concesso, dimenticando allegramente regole e convenzioni, dettami e belle maniere “musically correct”.
Il pezzo è stato scritto in poco più di una settimana in un periodo di intensa lettura di Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino a cui questo pezzo è profondamente debitore.
Stefano Scodanibbio
Due pezzi brillanti
(1985)
per contrabbasso
Questi due brevi pezzi (della durata rispettivamente di tre e cinque minuti) del 1985 costituiscono il logico proseguimento degli intenti compositivi già formulati per i Sei Studi. Si ritrovano qui i principî della concezione lineare e di una forma semplice, ma chiaramente “brillante”. “Virtuosi” al posto di “brillanti” si sarebbero potuti definire nel titolo, poiché questi due pezzi sicuramente raggiungono una nuova forma di virtuosismo.
Il primo dei Due pezzi brillanti mescola rapide, e inizialmente brevi, concatenazioni di suoni reali a figure arpeggiate o punteggiatedi suoni armonici; brevi cesure interrompono costantemente il movimento, come a marcare, ogni volta, un nuovo “inizio”.
Queste brevi figure sonore sono legate insieme in più lunghe successioni che costantemente alternano suoni reali e suoni armonici. Verso la fine tali successioni si scompongono di nuovo in segmenti separati, ma ora in una forma ancor più frammentata, divenendo “atomi” musicali, suoni isolati che, separati gli uni dagli altri da pause, finiscono per sparire nel nulla. Lungo tutto questo processo le dinamiche evolvonoagilmentedal pianissimo al fragoroso e metallico fortissimo.
Nel secondo dei Due pezzi brillanti, il carattere virtuoso impressiona ancora di più. Il rapido inizio danzante con suoni staccati “strappati” (non pizzicati, ma suonati con l’arco) è seguito da  crescenti cascate e ripetizioni di note sempre più rapide: come audaci capriole nel nuovo universo sonoro conquistato dal contrabbasso!
Wolfgang Korb

Afabeto Apocalittico
(2001)
per voce recitante, contrabbasso e proiezioni di diapositiveIl lavoro consiste in una serie di 21 ottave, una per ogni lettera dell’alfabeto italiano, scritte e recitate da Sanguineti con la mia musica per contrabbasso (un po’ come in Postkarten ma con tutto un altro carattere, molto più divertente e apocalittico allo stesso tempo) e le proiezioni su schermo delle 21 lettere dipinte da Baj con la sua consueta impronta erotico/dissacrante.
La prima esecuzione ha avuto luogo ad Erlangen il 16 maggio 2001.
Stefano Scodanibbio
Biografia di Stefano Scodanibbio
Stefano Scodanibbio, contrabbassista e compositore (Macerata, Italia, 18 giugno 1956 / Cuernavaca, Mexico, 8 gennaio 2012)
Ha studiato contrabbasso con Fernando Grillo, composizione con Fausto Razzi e Salvatore Sciarrino, musica elettronica con Walter Branchi, storia della musica con Michelangelo Zurletti.
Il suo nome è legato alla rinascita del contrabbasso negli anni ’80 e ’90, ha infatti suonato nei maggiori festival di musica contemporanea numerosi pezzi scritti appositamente per lui da compositori quali Bussotti, Donatoni, Estrada, Ferneyhough, Frith, Globokar, Sciarrino, Xenakis.
Nel 1987, a Roma, ha tenuto una maratona di 4 ore non-stop suonando 28 brani per contrabbasso solo di 25 autori.
Ha collaborato a lungo con Luigi Nono (“arco mobile à la Stefano Scodanibbio” è scritto nella partitura del Prometeo) e Giacinto Scelsi.
John Cage, in una delle sue ultime interviste, ha detto di lui:
“Stefano Scodanibbio is amazing, I haven’t heard better double bass playing than Scodanibbio’s.
I was just amazed. And I think everyone who heard him was amazed. He is really extraordinary. His performance was absolutely magic”.
Ha suonato regolarmente in duo con Rohan de Saram e Markus Stockhausen.
Nel 1996 è stato insegnante di contrabbasso ai Darmstadt Ferienkurse, inoltre ha impartito Master Class e Seminari in diversi luoghi: Rice University di Houston, Berkeley University, Stanford University, Oberlin College, Musikhochschule Stuttgart, Conservatoire de Paris, Conservatorio di Milano, ecc.
Ha composto più di 50 lavori principalmente per strumenti ad arco ( Sei Studi per contrabbasso solo, Six Duos per tutte le combinazioni dei quattro archi, Concertale per contrabbasso, archi e percussioni,  quattro  Quartetti, Ottetto per otto contrabbassi, ecc.) e per quattro volte le sue composizioni sono state selezionate dalla SIMC, Società Internazionale di Musica Contemporanea (Oslo 1990, Città del Messico 1993, Hong Kong 2002, Stoccarda 2006).
Nel giugno 2004 ha interpretato la prima esecuzione della Sequenza XIVb di Luciano Berio, una propria versione per contrabbasso dall’originale Sequenza XIVper violoncello.
Attivo nella Danza e nel Teatro ha lavorato con coreografi e danzatori come Virgilio Sieni, Hervé Diasnas e Patricia Kuypers e con il regista Rodrigo García.
Il suo lavoro di Teatro Musicale Il cielo sulla terra, con le scene di Gianni Dessì e la drammaturgia di Giorgio Agamben, è stata eseguito a Stoccarda nel giugno 2006, replicato a Tolentino nel luglio dello stesso anno e a Città del Messico nell’agosto del 2008.
Ha registrato per Montaigne Auvidis, col legno, Mode, New Albion, Dischi di Angelica, Ricordi, Stradivarius, Wergo. Di prossima pubblicazione  ECM le sue Reivenzioni eseguite dal Quartetto Prometeo
Di particolare rilievo le sue collaborazioni con Terry Riley e con Edoardo Sanguineti.
Nel 1983 ha fondato la Rassegna di Nuova Musica di Macerata che ha diretto per trenta anni.
Biografie interpreti
Fabrizio Ottaviucci
Si è brillantemente diplomato in pianoforte al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Paola Mariotti; ha inoltre studiato Composizione e Musica Elettronica.
Ha tenuto concerti nelle più importanti città italiane e tedesche e tournèe negli USA, Canada, Messico, Inghilterra, Spagna, India.
È stato più volte invitato a prestigiosi festival e rassegne come Festival Pontino, Rassegna di Nuova Musica Macerata, Milano Musica, “Traiettorie” Parma, Accademia S. Cecilia, Nuova Consonanza Roma, Aterforum Ferrara, Evento Suono Pesaro, Amici della Musica Palermo, Centro d’Arte Padova, S. Maternus Köln, Tonhalle Düsseldorf, Festival Internacional CervantinoGuanajuato, Jazz Festival di Bristol, Frankfurt, Berlin, Vigo, ecc.
Di particolare importanza la sua attività nella musica contemporanea, nella quale ha collaborato con partner di grande prestigio quali Rohan de Saram, Stefano Scodanibbio, Mike Svoboda, Mario Caroli, Manuel Zurria, Francesco Dillon, Aldo Campagnari, Tara Bouman, Markus Stockhausen con il quale collabora intensamente dal 1986 anche nei repertori tradizionali.
Ha eseguito prime assolute dei compositori Stefano Scodanibbio,Tonino Tesei, Fernando Mencherini, Ivan Vandor, Gilberto Cappelli, Albero Caprioli. Ha studiato l’opera pianistica con Giacinto Scelsi.
Attivo anche sul piano della sperimentazione, ha tenuto concerti con Gary Peacock, Robyn Schulkowsky, Paolo Giaro, Mark Naussef, Conny Bauer.
Ha registrato per la ECM Monaco, CMP Köln, AMIATA Firenze, SPLASH R. Milano, WISTERIA Amsterdam, AKTIVRAUM Köln, STRADIVARIUS e WERGO.
Diversi concerti sono stati registrati e trasmessi da Rai Radio3.
Vive ad Assisi dove dirige il progetto “laboratorio di musica intuitiva”.
Daniele Roccato, contrabbassista solista e compositore, è stato più volte indicato dalla critica internazionale come uno dei maggiori virtuosi del suo strumento.
Fin dall’adolescenza si è dedicato alla valorizzazione del contrabbasso come strumento solista attraverso la trascrizione, la diffusione del repertorio originale della seconda metà del novecento e la promozione di nuove musiche senza distinzione di generi e stili.
Ha trascritto (ed eseguito) brani di Monteverdi, Dowland, Marais, Bach, Beethoven, Brahms, Schumann, Schubert, Debussy, Shostakovich, Hindemith, Webern, Berg, Schoenberg, Part, Henze (in collaborazione con l’autore), Cage, Stockhausen, Boulez, e molti altri.
Ha collaborato a stretto contatto con il compositore e contrabbassista Stefano Scodanibbio, con il quale ha fondato l’ensemble di contrabbassi “Ludus Gravis”, dedito all’esecuzione di musica contemporanea.
La prolifica collaborazione con lo scrittore, drammaturgo e attore Vitaliano Trevisan nel campo del teatro musicale ha portato alla realizzazione dei lavori “Solo et Pensoso”, “Time Works”, “Note sui Sillabari”, “Madre con Cuscino”, “Campo Marzo 9/10”, “Burroughs in Cage”, che lo hanno visto coinvolto in qualità di compositore, arrangiatore e performer.
Con il compositore, produttore e pianista Beppe D’Onghia ha portato il contrabbasso solista nell’ambito pop. Degni di nota sono i progetti in trio con Lucio Dalla e con Roberto Vecchioni.
Con il compositore Luigi Ceccarelli (live electronics) ha dato vita ai progetti “Strangely Enough”(prodotto dalla Dansens Hus di Oslo) e “X-Traces”.
Altri progetti prevedono l’interazione con personalità della danza, del teatro e delle arti visive.
Ha realizzato prime esecuzioni e prime registrazioni assolute di brani composti, fra gli altri, da Edgar Alandia, Julio Estrada, Sofia Gubaidulina, Hans Werner Henze, Stefano Scodanibbio.
Ha improvvisato con Roberto Dani, Thollem McDonas Vinko Globokar, Butch Morris, Fabrizio Ottaviucci, Giancarlo Schiaffini, Mike Svoboda.
Titolare della cattedra di contrabbasso presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, è spesso invitato a tenere seminari presso prestigiose accademie e università.
Fra queste ricordiamo: Conservatoire National Supérieur (Parigi), Universitat der Kunste (Berlino), San Francisco State University, Norwegian Academy of Music (Oslo), UNAMM (Città del Messico), UNEAC (l’Havana).
Ha registrato per Wergo, Sony, Velut Luna, On Classical.
Diversi suoi concerti sono stati trasmessi da Rai RadioTre.
Viene regolarmente invitato a far parte della giuria di concorsi internazionali.
E’ nato ad Adria nel 1969 e da anni vive a Roma.
Marco Rogliano
Avviato prestissimo allo studio della musica, si è diplomato con lode al Conservatorio S. Cecilia di Roma sotto la guida di Antonio Salvatore.
Perfezionatosi con Ruggiero Ricci, Riccardo Brengola e Salvatore Accardo, fa il suo debutto internazionale come solista nel 1989 eseguendo il Concerto di Sibelius con la Helsingborg Symphony Orchestra diretta da Ari Rasilainen.
I successi conseguiti in importanti concorsi violinistici e cameristici internazionali come il V. Bucchi di Roma, ARD di Monaco, East and West Artists di New York, lo hanno portato ad esibirsi nelle più importanti sale fra cui la Sala Ciajkovskij di Mosca, la Filarmonica di S. Pietroburgo, la Herkulessaal di Monaco, la Carnegie Hall di New York, la Casals Hall di Tokyo, il Teatro Regio di Parma e Torino, la Sala S. Cecilia ed il Teatro Olimpico di Roma, il Teatro S. Carlo di Napoli, il Politeama di Palermo collaborando con direttori come Lior Shambadal, Gunther Neuhold, Marco Angius, Fabio Maestri, Tito Ceccherini e strumentisti del calibro di Alexander Lonquich, Gianluca Luisi, Roberto Cominati, Andrea Lucchesini, Maurizio Baglini, Shuku Iwasaki, Salvatore Accardo, Enrico Dindo, Ingolf Turban, Reiko Watanabe, Danilo Rossi, Bruno Giuranna, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Mario Caroli, Giampaolo Pretto, Alessandro Carbonare, Fabrizio Meloni, Alessio Allegrini, Jonathan Williams.Ha ottenuto il prestigioso premio “Diapason d’Or” con la sua incisione di Allegoria della Notteper violino e orchestra di Salvatore Sciarrino per Kairos con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Tito Ceccherini ed i 24 Capricci di Paganini incisi nel 2000 per la Tactus (secondo italiano dopo Salvatore Accardo) gli hanno procurato un grande successo internazionale di critica su riviste come Fanfare, Gramophone, Diapason (5 stelle) e Le Monde de la Musique (4 stelle).

Particolarmente impegnato nella valorizzazione del repertorio violinistico italiano del XIX e XX secolo ha inciso in prima assoluta l’Humoreske e la Leggendaper violino e orchestra di Respighi per Inedita, l’integrale per violino e pianoforte di Respighi, la Sonata ed il Poemetto di A. Zanella, l’integrale per violino e arpa di L. M. Tedeschi e le Quattro Stagioni di Vivaldi con “Stagioni” di A. Guarnieri per Tactus.
Altri importanti successi discografici sono stati il Quintetto con pianoforte op.20 di L. Thuille per Naxos e le Sonate op.12 e op. 73 con la Suite op.14di C. A. Sinding per ASV.

Nel 2009 è stato invitato in Cina, solista nel Quarto Concerto di Paganini con l’Orchestra Sinfonica di Macao, in occasione del concerto conclusivo di stagione dedicato interamente all’Italia e, dietro invito di Lior Shambadal ed i Berliner Symphoniker, nella Grosser Saal della Filarmonica di Berlino assieme al violinista Ingolf Turban nella rara esecuzione dei Doppi Concerti di Spohr ed Ysaye.

Già Primo Violino Solista dell’Orchestra da Camera Italiana di Salvatore Accardo dal 1996, ricopre lo stesso ruolo dal 2001 nei “Solisti di Pavia” fondati e diretti da Enrico Dindo.

Marco Rogliano suona su un Nicola Bergonzi (Cremona,1790) affidatogli dalla Fondazione Maggini di Langenthal (Svizzera).

Tiene il Corso di Perfezionamento in Violino presso l’Accademia Musicale di Pavia ed è titolare di Musica da Camera incaricato del Biennio Superiore in Violino al Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo.

In occasione del bicentenario della nascita di F. Liszt la rivista Amadeus gli ha recentemente dedicato la copertina ed il CD in duo con Andrea Dindo.

Vitaliano Trevisan(Sandrigo, 1960) scrittore, drammaturgo e attore, ha pubblicato per Einaudi i seguenti testi di narrativa: I quindicimila passi, vincitore del premio Lo straniero e del Campiello Francia ed. 2006; Un mondo meraviglioso, uno standard; Shorts; Il ponte, un crollo; Grotteschi e Arabeschi. Per la sezione teatrale ha scritto Due monologhi, portato in scena da Roberto Herlitzka, Il lavoro rende liberi con Toni Servillo e Una notte in Tunisia, interpretato da Alessandro Haber. Il suo saggio di critica urbanistica e sociale, Tristissimi giardini, é invece edito da Laterza. Ha inoltre scritto la sceneggiatura di varie produzioni cinematografiche, tra cui Primo Amore di Matteo Garrone, di cui é stato anche attore protagonista.



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