Blog — 30 Agosto 2025

LA FLOTILLA DELLA TENACIA: DOMANI IL MARE PARLERÀ PER GAZA
di Nadia Cavalera
Domani, 31 agosto, alle 9:30, partirà qualcosa che somiglia a un miracolo civile. Nata dall’esperienza della Global March to Gaza del giugno scorso, si chiama Global Sumud Flotilla, e forse la sua grandezza sta già nel fatto stesso di partire, indipendentemente dall’esito. Un convoglio di decine di imbarcazioni, carico di cibo, acqua, medicine e coscienza, salperà da Genova e Barcellona, seguito il 4 settembre da una seconda ondata che prenderà il largo dalla Tunisia e dalla Sicilia. Una flotta fragile e potente allo stesso tempo: fragile nei mezzi, potente nello spirito.
Sumud significa tenacia. È la parola imparata tra le macerie, nei campi profughi, nei vicoli sventrati di Gaza. È la fermezza di chi non si arrende, di chi resiste. Non con le armi, ma con la determinazione di portare un sacco di farina, un pacco di antibiotici, una tanica d’acqua. E un messaggio elementare, il più disarmante: Gaza non è sola.
UN ATTO CIVILE CONTRO LA BARBARIE
Mentre i governi europei restano impassibili – celebrati nei discorsi come custodi di civiltà, ma muti e complici nei fatti – sono i cittadini e le cittadine del mondo a muoversi. Da 44 paesi arrivano adesioni, volontari, equipaggi. Le barche non trasportano solo aiuti: trasportano l’idea che la società civile può e deve riempire il vuoto lasciato dalla politica incivile.
Laddove le diplomazie hanno fallito, laddove le cancellerie hanno chinato il capo, e laddove il diritto internazionale viene calpestato, donne e uomini scelgono il mare come campo di battaglia morale.
GAZA, LABORATORIO DELLA FEROCIA
Oggi tocca a Gaza, assediata e affamata. Di recente un ospedale è stato colpito, poi un secondo missile ha centrato i soccorritori, i giornalisti, i paramedici. Lo chiamano double tap: prima la bomba, poi la bomba sui feriti e su chi prova a salvarli. È una disumanità scientifica, che trasforma la ferocia in metodo. Gaza sembra un esperimento: se funziona qui, domani sarà replicato altrove, contro altri popoli, con armi diverse.
Eppure, proprio per questo, la Flotilla è già una vittoria: perché rompe la normalizzazione della crudeltà, costringe a guardare dove si vorrebbe distogliere lo sguardo.
L’ITALIA CHE SI MUOVE
In Italia, il cuore batte a Genova. Qui associazioni come Music for Peace e il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) hanno raccolto oltre 40 tonnellate di aiuti, caricati sulle navi davanti agli occhi di una città mobilitata. Qui uomini e donne hanno trasformato la solidarietà in pratica concreta, non in parola vuota.
Il 6 settembre, in tutta Italia, si terranno iniziative a sostegno della Flotilla. Un segno che la coscienza non è del tutto spenta.
BUON VENTO, BUONA TENACIA
Chi parte sa che rischia molto. Che le navi potrebbero essere fermate, sequestrate, perfino affondate. Ma sa anche che il rischio più grande è restare complici del silenzio.
A chi parte auguriamo buon vento, buon coraggio, buona navigazione. Che il mare sia dalla vostra parte, che la determinazione non vi abbandoni, che la scorta invisibile delle voci da terra vi accompagni. Voi portate più di un carico di aiuti: portate la prova che non tutti hanno scelto di guardare altrove, che Gaza non è condannata all’isolamento totale, che c’è ancora chi ha il coraggio di disobbedire all’ingiustizia.
Domani non è solo il giorno della partenza della Flotilla. Domani è una data che resterà. Qualunque cosa accada, resterà come il segno che una parte di umanità non ha accettato di piegarsi.
SUMUD. TENACIA.

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