Blog — 13 Giugno 2012

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/06/13/news/passera-il-decreto-puo-essere-modificato-1.5256625

Passera: “Il decreto può essere modificato”

“Se è necessario fare di più, con integrazioni e suggerimenti, si farà gestendo emergenza e ricostruzione con Errani ma non scaricheremo tutto su di lui”

di Felicia Buonomo
FINALE
Le voci erano diverse, la richiesta univoca: il decreto governativo necessita di ulteriori chiarimenti, la burocrazia ci blocca. È quanto hanno chiesto gli imprenditori di Confindustria Emilia Romagna, riunitisi ieri pomeriggio a Finale per un consiglio straordinario, al ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera, il quale ha assicurato che il «decreto può essere modificato». Non aspettavano di sentirsi dire altro gli industriali delle zone colpite dal sisma, impossibilitate all’apertura non solo per i danni subiti, quanto per la difficoltà ad ottenere la ormai celeberrima agibilità sismica sancita dal decreto. L’articolo 3 del decreto con cui il governo mette a disposizione 2.5 miliardi di euro a favore dell’emergenza sismica, infatti, impone alle imprese dei comuni colpiti dal sisma di avere una certificazione di agibilità ai sensi delle norme antisismiche, anche per coloro che non hanno subito danni strutturali ai capannoni. Il problema è che molti di quegli edifici sono stati costruiti prima del 2003 (quando la legge antisismica è entrata in vigore) o semplicemente rispondono ai criteri dettati dal basso rischio sismico dell’Emilia, almeno fino a prima del 20 maggio. Da qui la paralisi a cui le imprese sono costrette. «Se servirà modificare il decreto legge – afferma Passera incalzato dagli industriali – con delle integrazioni o con dei suggerimenti lo possiamo fare. Le responsabilità verranno meglio chiarite dalle linee guida. Ma se è necessario fare di più, lo faremo». Le parole lasciano ben sperare. Sarà il tempo a decretare se ad esse seguiranno i fatti. Proprio Confindustria, infatti, è in procinto di presentare un emendamento al decreto, che Passera ha definito «non ovvio. Ha stabilito le norme primarie da cui partire».
Norme a cui dovranno aggiungersi ragionamenti sui pagamenti fiscali e sulla sanità, come la proroga degli appalti che gli industriali del biomedicale hanno reclamato, insieme al saldo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Insieme al Governo la sua parte dovrà farla anche la Regione, visto che il governatore Vasco Errani ha assunto, proprio con il decreto, il ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione. Sul punto Errani è perentorio: «Le condizioni sancite dal decreto – dice Errani – relativamente all’agibilità devono essere rispettate, le imprese a cui ci riferiamo non sono i piccoli artigiani o i commercianti, questo deve essere chiaro. Ma quando sancito dovrà essere rispettato, lo dobbiamo fare subito, per gli imprenditori e i lavoratori, ne va del nostro futuro. Stiamo producendo delle linee guida per i professionisti atti a rilasciare i certificati. Ci saranno 18 mesi per adeguarsi, ma nel frattempo la produzione non si ferma. Non mi nascondo dietro un dito, abbiamo solo cercato una linea intelligente per coniugare sicurezza e lavoro». Un impegno a filo doppio lega Errani al Governo. Lo conferma anche Passera, il quale ha garantito che il governo sarà corresponsabile.
«Dobbiamo fare insieme gestione dell’emergenza e ricostruzione – ha detto Passera – Il commissario incarna queste due funzioni, ma non scaricheremo tutto su di lui. Il governo si sente corresponsabile per tutto quello che ci sarà da fare. Il nostro impegno, anche mio personale, è totale».
E da fare ce ne sarà molto. Scosse permettendo (l’ultima più forte, magnitudo 4.3, solo nella notte tra lunedì e martedì), il pensiero vola immediatamente alla ripresa, a quella ricostruzione che dà speranza di una normalità a cui sembra ci siamo disabituati da venti giorni a questa parte. Un tema su cui ha voluto porre l’attenzione anche il ministro che rivolgendosi alla platea degli industriali della regione ha affermato: «In tema di ricostruzione questa potrebbe essere un’opportunità per rafforzare la competitività delle imprese di questa zona, ma anche per migliorare il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione e per dimostrare all’estero che l’Italia è molto più di certe convinzioni presenti in Europa. Il sistema produttivo di questa zona ha puntato con successo all’innovazione, ma tutto quello che possiamo aggiungere per aumentare il vantaggio competitivo di queste aziende, ce lo dovremmo inventare settimana per settimana: non c’è un manuale». Come dare torto al ministro che rileva, a buon veduta, come l’evento sismico si sia abbattuto, per la prima volta, su una zona ad alta intensità industriale. «Di fronte a questo – ha concluso Passera – la reazione di tutti, dai sindaci alla protezione civile, è stata formidabile».

13 giugno 2012

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