Angela Giuffrida, teorica di un sano femminismo da riprendere e sviluppare inderogabilamente (la sopravvivenza della specie gestita dall’ottica maschile è al tracollo), a conclusione di un suo articolo sull’argomento, pubblicato su Bollettario, http://bollettario.blogspot.com/2011/01/per-unallegoria-differenziale-nella.html,
qui di seguito, in sintesi propone CINQUE DOMANDE.
A tutte le donne un invito a rispondere. Il dibattito non può più attendere.
Mandate i vostri commenti a nadiacavalera@bollettario.it. Saranno subito inseriti.
- E’ possibile realizzare nel mondo gli ideali di giustizia, uguaglianza e libertà se il fine della politica continua ad essere a tutti i livelli quello maschile, cioè il conseguimento del potere?
- Il raggiungimento di tali nobili ideali non comporta che gli individui umani in tutta la loro concretezza e diversità occupino il centro e che il fine politico sia assicurare a ciascuno di loro non solo la sopravvivenza, ma l’evoluzione ed una buona qualità della vita?
- Per fare ciò non occorre cambiare radicalmente il punto di vista politico, trasferendolo dal ristretto campo del bisogno maschile di potere al vivente umano tutto intero e ai suoi bisogni ineludibili in quanto vivente e in quanto umano?
- Per farne il centro dell’azione politica non è necessaria una visione affatto diversa dell’essere umano, non più cosa tra le cose, puro mezzo per soddisfare bisogni altrui, ma soggetto responsabile della crescita sua e della sua specie?
- Come mai tardiamo a prendere atto che il disprezzo maschile per i corpi viventi e i loro bisogni, per le donne e le attività di riproduzione e di cura costituisce un serio ostacolo al mantenimento della vita sulla terra?
news correlate
Su Carol Rama, nel ricordo di un catalogo andato
Febbraio 05, 2026
Poesie per Gaza, quando la poesia impedisce la seconda morte
Gennaio 25, 2026
Due Pascoli a confronto, tra Piccioni e Sanguineti
Gennaio 22, 2026
Balestrini: l’allegoria del mondo in mise alfabetica
Gennaio 20, 2026
Giancarlo Cauteruccio, il teatrante totale
Gennaio 12, 2026
Paolo Virno, il linguaggio della moltitudine
Gennaio 10, 2026
Il marcio degli USa è debordante e va contenuto
Gennaio 04, 2026
Niente di nuovo sul fronte orientale
Novembre 25, 2025
Come si convive con un genocidio
Novembre 01, 2025




Scrittora. 
Commenti recenti