da GAZZETTA di Modena, 17 aprile
Trivellazioni / La Regione mente ai comitati VIDEO
Il consigliere Giovanni Favia diffonde il rete l’audio dell’incontro con i No Triv in cui la Regione disse che la commissione Ichese era in alto mare: era il 20 marzo ma il report era già stato depositato da un mese
Il presidente Vasco Errani ha chiesto scusa per il ritardo della pubblicazione del rapporto della commissione Ichese, ma la bugia raccontata ai comitati, il 20 marzo, resta una macchina indelebile. Giovanni Favia la denuncia attraverso un video.
Il video racconta l’incontro del 20 marzo del 2014 tra la Regione (il sottosegretario Bertelli, Raffaele Pignone, responsabile del servizio geologico e sismico della Regione, Giuseppe Bortone, direttore generale ambiente) e i rappresentanti dei comitati NoTriv, oltre a una delegazione di sindaci del Ferrarese. Si parla di trivelle e delle autorizzazioni richieste dalla compagnia texana Aleanna Resources per il Ponte del Diavolo. “La giunta è già in possesso delle conclusioni a cui è arrivata la Commissione Ichese ma ai comitati viene raccontata un’altra verità – spiega Favia -. La Commissione, dicono i rappresentanti della Regione, è in alto mare, in forte ritardo. Ritardo dovuto a una serie di fattori, tra i quali le condizioni di salute di alcuni membri, primo tra tutti il presidente Peter Styles, colpito da infarto.
“Una serie incredibile di menzogne che la dice lunga sulla gestione, a dir poco grottesca, della vicenda Ichese – conclude Favia -. La giunta, il 20 marzo, era a conoscenza da oltre un mese delle conclusioni a cui era arrivata la commissione visto che, come ha ammesso l’assessore Gazzolo l’altro giorno in Assemblea, la ricezione del rapporto è avvenuta il 17 febbraio, più di un mese prima dell’incontro incriminato. Hanno mentito sapendo di mentire. Hanno raccontato bugie a dei cittadini e a dei sindaci che chiedevano solo chiarezza. E invece hanno avuto in cambio una serie infinita di frottole. Questa è la trasparenza tanto sbandierata dai nostri amministratori?”.
Intanto 35 parlamentari del Pd hanno chiesto al governo di prendere sul serio le preoccupazioni della Regione Emilia Romagna e di sospendere (come ha già fatto quella Regione) il rilascio di nuove concessioni per le ricerche di idrocarburi su tutto il territorio nazionale e le attività di prospezione
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