Prose Racconti — 12 novembre 2012
Oggi il problema centrale è il lavoro. Ignorato dai politici in carica, che continuano a parlare di ciò, che alla collettività non interessa minimamente.
Qui di seguito il mio sogno di una città ideale, dove il lavoro è eseguito nel rispetto delle competenze e della dignità di ogni singolo.
E’ una mia convinzione incrollabile: si fa il Marchionne perché si hanno le capacità per farlo, e ci si diverte a farlo, ma questo non deve autorizzare nessuno a pretendere compensi pazzeschi offensivi per tutti gli altri lavoratori.
Dico Marchionne per citare uno dei tantissimi, troppi che andrebbero ridimensionati al massimo, nelle loro retribuzioni. Continuo a sognare la giusta distribuzione delle risorse.
Da NATE A LAVORARE, racconti inediti di 39 scrittrici italiane, a cura di Maria Jatosti e Rosetta Berardi (Ravenna, Edizioni del Girasole, 2006)

COMUNIA

di Nadia Cavalera
Leggerai tutto sulla relazione dettagliatissima… già inviata…Sempre però che venga resa nota… questo pensiero mi distrugge ancora di più… Più di questa caccia… Ho comunque spedito una copia anche a te…

Ora ti prego avvicinati… non sto bene mi sento debole…mi restano poche forze… ho il respiro pesante… ma…ma voglio dirti…voglio dirti io…io personalmente… tutta la bellezza di… Comunia…

Non pensavo che avrei avuto la gioia di vederla…una realtà politica perfetta…una repubblica…vera…efficiente dove… dove sembra impossibile ma gli uomini… gli uomini erano soddisfatti senza rancori… E io… io ero felice…

Ci sono rimasta solo 55 giorni ma l’ho visitata a lungo in ogni suo ambito… Dacché sono arrivata casualmente…quel giorno…

Stavo andando a Venia quando per un’interruzione improvvisa ho dovuto abbandonare l’autostrada e ho imboccato la Statale o almeno così credevo ma poi ecco davanti a me una strada a senso unico…Troverò alla fine le indicazioni per rientrare in autostrada mi sono detta e così sono andata avanti… La strada non finiva mai e la luce si riduceva sempre più…Ero nel panico.. le mie già deboli capacità visive col buio si riducono notevolmente… un senso di fine immediata opprimente…e sarà stata la tensione ma sono svenuta…Tutta la notte credo… non penso siano stati due giorni…Quando ho ripreso bene i sensi era comunque giorno…

Rincuorata… d’essere comunque in forze…che non fosse successo niente di irreparabile… ho cercato di mettere in moto la macchina per riprendere il cammino ma il motore…il motore non andava proprio… Che fare? Dov’ero? Non c’era nessuno per strada…Cristo perché non avevo pensato a controllare il cellulare? Lei non è autorizzata a fare questa telefonata… era la risposta ad ogni mio tentativo di mettermi in contatto con qualcuno… Anche per i carabinieri e il 118… ma non erano gratis le telefonate a questi numeri! E comunque si è subito scaricato… Che guaio… non avevo neppure la possibilità che fosse qualcuno a chiamarmi! Dovevo andare via…Il ginocchio continuava a farmi male non potevo prendere con me la valigia e così ho chiuso tutto e con la sola borsa a tracolla mi sono messa in cammino… Troverò…troverò qualcuno… chiederò aiuto manderò un carro attrezzi ma… presto presto prima che faccia di nuovo buio…

Avrò camminato quattro ore… L’orologio nello sbattere lo sportello della macchina si era rotto…era fermo…il sole a picco su me quando dopo una netta curva a sinistra aggirante un’altura la costa di un monte verde senza alberi ed un’inversione a destra quasi a formare un grande paravento

Ecco allora…allora ho visto le sue pareti… le pareti di quella che mi sembrava tra il verde una costruzione ben tenuta di campagna… solo questo… ché quelli intorno erano campi perfettamente coltivati …

La strada nel percorso si era ristretta sempre più e ora davanti a me un grande portale… Avvicinatami guardai a destra e a sinistra nel tentativo di comprenderne la grandezza ma… le pareti piene di larghe finestre su ambo i lati mi sembravano infinite…

Forse era una costruzione militare? Ma non c’erano divieti… indicazioni…

Che armonia però e che creatività nella forte razionalità di fondo…già da subito
l’ho avvertita…appena superato il portale…

Entravo a Comunia… questo è il suo nome… non è grande è… una città-stato divisa in quattro zone dotate degli stessi servizi confluenti in un grande palazzo centrale con l’enorme piano terra diviso in tantissimi luoghi di culto… religiosi…tutti della stessa ampiezza, senza simboli distintivi, e sopra…sopra c’erano i luoghi dell’amministrazione pubblica…un palazzo del Governo al centro di un enorme incrocio delle vie più importanti e ampie… ad un’estremità di questo incrocio… lo Stadio da un lato… dall’altro sulla stessa traiettoria un Auditorium…Sulle due altre estremità diametralmente opposte invece due enormi ospedali…

Ma sento dei rumori…li senti anche tu? Nooo? sarà questo groppo in gola…e peso sul petto…ma voglio continuare…

Ora…ascolta…Al centro di ognuna delle quattro zone c’è un polo culturale…tre complessi collegati tra loro… due si sviluppano in senso dell’altezza e quello centrale della lunghezza… In un grattacielo ci sono tutti gli ordini di scuole distribuite su più piani… al piano terra il primo ciclo con la scuola d’infanzia (qui i bambini ascoltano vedono parlano tanto…) al primo piano c’è il secondo ciclo dove i bambini imparano solo la lingua propria e quella internazionale Al secondo il terzo ciclo dove affrontano anche storia geografia matematica Dal terzo piano in poi ci sono i corsi con le varie specializzazioni… i corsi identici per tutti…autonomamente gestiti…

Una scuola dove si va per apprendere e non perché si è costretti…non c’è costrizione sai? a Comunia…né familiare né sociale… per loro è una gioia e se hanno le capacità alla fine… Sono…c’è poco tempo per dirti tutto…sono i loro dei corsi liberi dove le materie non si sommano e duplicano come da noi…corsi che si possono frequentare a vita…

Nell’altro grattacielo c’è un dipartimento universitario (in tutto sono quattro)

Nella costruzione al centro c’è un’enorme biblioteca su solo tre piani che serve tutti indistintamente con un servizio montacarichi… straordinario… ci sono poi sale per la musica per il cinema e…e… al piano terra due palestre in posizione contrapposta che si aprono su campi da tennis da calcetto e mini golf…

Al di là di questi campi… raggiungibili con percorsi a stella…

le case… tutte intorno… dalle forme geometriche più bizzarre ma sempre circondate da giardini… Tutto il quadrato è poi contornato da un’ampia fascia di terra intorno disponibile per coltivazioni private…senza proprietà… a livello volontaristico…i frutti al di là del consumo personale vanno poi nel centro commerciale comune…di raccolta…

Questo passpartout di terra già tutto diviso con muretti a secco in vari appezzamenti è fiancheggiato come una muraglia da alti edifici che sembrano bastioni con la base più larga che si restringe verso l’alto… Ed è qui…è qui che ci sono le fabbriche di tutti i tipi…Quelle che io ho visto appena arrivata…fabbriche incassate nelle mura della città…anche le industrie agricole che controllano i vasti campi intorno

A lavorarli ci sono addetti fissi fiancheggiati da squadre mobili nella composizione e nella durata costituite da tutti gli altri lavoratori…. un turnover continuo…

e dappertutto… in tutti i campi lavorativi…Questa è la vera straordinaria meraviglia di Comunia…

L’organizzazione del lavoro rispetta la divisione ma… con la compartecipazione generale non crea gerarchie…non ci sono più le piramidi dei pochi mantenuti dai più sempre… e… sempre sfruttati…carne da macello per nutrire gli sfizi dei prepotenti arroganti…E questo miracolo…vedi…Avvicinati…è sancito dalla retribuzione…i.d.e.n.t.i.c.a… per tutti…Così loro garantiscono lo sviluppo delle capacità personali di ognuno seza che queste penalizzino la loro vita…e quella della loro famiglia…

a Comunia chiunque può fare le stesse cose….leggere studiare…viaggiare Coltivare i propri interessi… E se poi uno non lo fa questo è per sua scelta…non si nutrono risentimenti…anzi c’è un clima di rispetto reciproco e solidarietà straordinario… Anche questo frutto della loro impostazione…

Tutti lavorano cinque ore al giorno nel settore dove più hanno dimostrato competenze e poi…Dove sei? Non ti vedo…sì…sì però ti sento…Loro sono obbligati a svolgere ogni giorno per una durata stabilita altri lavori secondo una rotazione così ben calcolata che consente a tutti una condivisione ampia delle responsabilità e… elimina qualsiasi steccato nella valutazione del lavoro…Un esempio…il chirurgo oltre alle sue cinque ore di lavoro al giorno (come tutti) è tenuto anche a due ore di lavoro aggiuntivo chiamato socializzato… da trimestre a trimestre sarà manovale…contadino… netturbino…poi se ne sente il bisogno dopo le sue sette ore potrà tornare al suo impegno solito senza straordinari di sorta ma spinto solo da un suo interesse prevalente….Anche il politico…ah se lo si applicasse anche da noi…questo soltanto…quanti vedresti se ne tornerebbero indietro…sono tutti falsi opportunisti…lo stesso stipendio percepito prima della carica sarebbe una splendida cartina di tornasole…per affondare i politicanti…indecenti…
Ti prego…tu sorridi…ma quello che avviene a Comunia è splendido ti dico…sì… sì anche il netturbino affianca il medico secondo le proprie possibilità con funzioni spesso solo…conoscitive…però è costretto a sapere…a… c.o.n.d.i.v.i.d.e.r.e…qui è il bello…
Da qui il rispetto…da qui i fiori che crescono vicini tanto diversi tra loro ma uguali…nel diritto a vivere secondo la propria natura…
Ccuhhh…ccuhhh…Dammi dell’acqua…ho sete…ma brucia anche questo sorso…mi schiaccia anche questa voglia forte di ritornarci…Qui sto male…ma vedi me l’hanno impedito…non loro…ma questi…questi che mi braccano perché sono…sono… non vogliono Comunia… infatti…………

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